Luca Canonici

EURUTOPIA

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Canonici dilata in termini quantitativi la dimensione temporale del suo progetto. Pressoché nessun soggetto è ripreso una sola volta, vi è sempre un momento successivo, un altro scatto che presuppone un altro tempo e un altro punto di vista, l’arrestarsi e il ripartire, dettati da una visione di carattere profondamente riflessivo, che immagina l’atto fotografico non come la caccia a una preda, ma come l’estensione dello sguardo in un tempo indeterminato, all’interno del quale il mondo si svela, lentamente ma inesorabilmente.
Vi è una definizione dello sguardo fotografico sull’architettura che ben descrive l’atteggiamento di Canonici: “Photography, after all, does not simply documenting what is there. It does not merely reproduce an image of architecture, it distorts it: in the very act of photographing, a new spatial entity is created. What architectural photography shows is, quite literally, a scene: not just a place to be looked at but a place that is created by the act of looking, by the gaze of the camera lens. Photography becomes architecture – an architecture of photography”.
Valter Guadagnini


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